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a Franci, 1963

Sirmione, 1963

Cara Franci,

oggi, dopo aver letto la tua lettera, mi sono trovata abbandonata sulle spalle di Cristo. Avevo timore, prima, di farlo: era il timore della croce. Poi mi sono ricordata delle parole: "la croce e' segno di Dio nell'uomo". Allora ogni timore si e' dissipato come nebbia al sole, e mi sono sentita con Lui in una cella chiusa ma in cammino verso un porto dove la pace e' sicura ed eterna.

Dove sono, ora, le incertezze, e i timori, di alcune ore passate? E mi sono sciolta in tenerezza, perche' Lui mi teneva per mano. Ecco: "nella pazienza e nell'attesa, possederete le anime vostre" (Luca 21, 19).

E mi sono detta: ora che siamo in comunicazione con gli altri tutti, dobbiamo ascoltarli e dimenticarci. E se avrai per un istante paura, dirai senza vergogna: "Ho paura", e Dio ti fortilichera'.

Ed ora nel salutarti, ti ripeto che ho bisogno, per vivere, di sentire che Dio vive in me.

Ti sono sorella in Cristo.

Benedetta

a Maria Grazia, 29 settembre 1962

Sirmione, 29 settembre 1962 

Cara Maria Grazia,

scusa se ti rispondo tardi; e mi piace risponderti anche se faccio fatica. Ti ha riposata la vacanza? Hai ripreso l'ufficio? 
Io sono come al solito; soffro molto; credo ogni volta di non farcela piu'; ma il Signore che fa grandi cose, mi sostiene pietoso, e io mi trovo sempre ritta ai piedi della croce.

La Nicoletta? Gabriele prepara la tesi. Dopo non so le sue intenzioni.

Ti saluto e ti aspetto per la fine di ottobre.  
Ciao, buon lavoro.  

Benedetta

a Maria Grazia, 1 giugno 1963

Sirmione, 1 giugno 1963 

Cara Maria Grazia,

ti sono molto grata dei libri, e di piu', per la lettera in cui mi hai interpretato il Vangelo con tanta luce: grazie. Sono stata felice per un attimo, perche' lungo la giornata temo sempre l'abbandono del Padre. 

Eppure e' così bello ricordare quando gli Apostoli ebbero timore e non avevano riconosciuto Gesu' che camminava sulle acque: "Di che temete? Sono Io!". Appunto: "Sono Io". Tu mi aiuti, Maria Grazia, e mi succede ogni tanto di voler dalla mamma farmi rileggere la tua lettera. E sogno. Mi pare di essere ritornata piccina piccina seduta al primo banco di scuola, al mio posto, attenta, bevendomi tutto quello che la mia prima maestra, suor Alberta, mi dettava. Come vorrei ricordarmi tutto dei suoi insegnamenti! Alla sera, a casa li ripetevo ai miei fratellini e volevo che loro scrivessero, perche' io, come suor Alberta, volevo dettare! E ora, nel mio buio, cerco di ricordarmi la chiave di tutti quei tesori che ci dava. Mi diceva che le parole del Vangelo erano grandi, preziose per tutti, e che lì c'e' tutto l’insegnamento della vita! Diceva che la vita e' una passerella: un piccolo ponte traballante e pericoloso per chi salta sfrenatamente, ma sicuramente felice se riusciamo ad aspettare con amore le prove e le bufere della vita. Diceva che il tempo scorre velocemente. 

E’ qui che mi fermo, perche' molte volte mi sembra invece eternamente lungo. E non e' vero, Maria Grazia, queste sono tentazioni: ecco perche' non amo piu' rimanere sola con me stessa. 

Sono brutte le tenebre, eppure io so di non essere sola: nel mio silenzio, nel mio deserto, mentre cammino, Lui e' qui: mi sorride, mi precede; mi incoraggia a portare a Lui qualche piccola briciola d’amore. 

C'e' qui la lettera della Nicoletta da farti leggere quando verrai - spero presto. Ora ti ringrazio ancora; ciao, buon lavoro, vieni presto.

Benedetta

a Maria Grazia, 16 ottobre 1963

Sirmione. 16 ottobre 1963

Cara Maria Grazia

spero tu stia bene, di salute, ma soprattutto di spirito [...].  
Dal mio letto vi seguo tutto, io così inoperosa, e vi tengo vicino al cuore, sotto le coltri, mentre voi camminate col tempo. Ma come e' vero che il cielo si riflette nelle anime infantili!

...Maria Grazia, cammina: difenditi dal male, dalle debolezze; non guardiamo i buoni con le mani in tasca, non domandiamoci il perche' di tante cose. Se noi leggiamo soltanto, se noi ammiriamo soltanto, se ci fermiamo, allora noi siamo solo dei curiosi e non degli assetati di Dio. Ricordi l'episodio della tempesta sul lago? Quando gli Apostoli erano impauriti dalla furia ... "e comando' ai venti e ai mari e si fece una gran pace!"

Vorrei tanto poter essere utile anche a te, mia cara Maria Grazia, ma sono povera, così poveramente inoperosa e mi accade di trovarmi a volte a terra, sulla via, sotto il peso di una croce pesante. Allora Lo chiamo con amore, ai Suoi piedi, e Lui dolcemente mi fa posare la testa sul Suo grembo. Capisci, Maria Grazia? Conosci tu la dolcezza di questi istanti? Scrivimi, o meglio vieni presto. Salutami I'Angela e non dimenticate questa frase: "Prendi la tua croce e seguimi". Non cercare di spiegare il perche'. Lascia il tuo criterio, accetta il mio.

Ciao, buon lavoro, arrivederci.

Benedetta

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