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a Franci, 1963

Sirmione, 1963

Cara Franci,

oggi, dopo aver letto la tua lettera, mi sono trovata abbandonata sulle spalle di Cristo. Avevo timore, prima, di farlo: era il timore della croce. Poi mi sono ricordata delle parole: "la croce e' segno di Dio nell'uomo". Allora ogni timore si e' dissipato come nebbia al sole, e mi sono sentita con Lui in una cella chiusa ma in cammino verso un porto dove la pace e' sicura ed eterna.

Dove sono, ora, le incertezze, e i timori, di alcune ore passate? E mi sono sciolta in tenerezza, perche' Lui mi teneva per mano. Ecco: "nella pazienza e nell'attesa, possederete le anime vostre" (Luca 21, 19).

E mi sono detta: ora che siamo in comunicazione con gli altri tutti, dobbiamo ascoltarli e dimenticarci. E se avrai per un istante paura, dirai senza vergogna: "Ho paura", e Dio ti fortilichera'.

Ed ora nel salutarti, ti ripeto che ho bisogno, per vivere, di sentire che Dio vive in me.

Ti sono sorella in Cristo.

Benedetta

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