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a Maria Grazia, 16 ottobre 1963

Sirmione. 16 ottobre 1963

Cara Maria Grazia

spero tu stia bene, di salute, ma soprattutto di spirito [...].  
Dal mio letto vi seguo tutto, io così inoperosa, e vi tengo vicino al cuore, sotto le coltri, mentre voi camminate col tempo. Ma come e' vero che il cielo si riflette nelle anime infantili!

...Maria Grazia, cammina: difenditi dal male, dalle debolezze; non guardiamo i buoni con le mani in tasca, non domandiamoci il perche' di tante cose. Se noi leggiamo soltanto, se noi ammiriamo soltanto, se ci fermiamo, allora noi siamo solo dei curiosi e non degli assetati di Dio. Ricordi l'episodio della tempesta sul lago? Quando gli Apostoli erano impauriti dalla furia ... "e comando' ai venti e ai mari e si fece una gran pace!"

Vorrei tanto poter essere utile anche a te, mia cara Maria Grazia, ma sono povera, così poveramente inoperosa e mi accade di trovarmi a volte a terra, sulla via, sotto il peso di una croce pesante. Allora Lo chiamo con amore, ai Suoi piedi, e Lui dolcemente mi fa posare la testa sul Suo grembo. Capisci, Maria Grazia? Conosci tu la dolcezza di questi istanti? Scrivimi, o meglio vieni presto. Salutami I'Angela e non dimenticate questa frase: "Prendi la tua croce e seguimi". Non cercare di spiegare il perche'. Lascia il tuo criterio, accetta il mio.

Ciao, buon lavoro, arrivederci.

Benedetta

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