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a Nicoletta, 9 ottobre 1960

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9 ottobre 1960

Cara Nicoletta,

scusa se ti rispondo con un po' di ritardo. Ho letto con tanto piacere la tua lettera che, in un momento di "inquietudine", mi ha consolata e fortificata. Anzi, tengo la tua lettera in tasca per rileggermela ogni tanto. Sapessi come la condivido! Come davvero e' pagana la morale con cui sempre ho tutto misurato, e in cui il mondo prospera; e adesso come faccio fatica a liberarmene e a vivere così come vorrei! Tanto e' difficile spezzare le abitudini; perche' abitudine per me sono diventate le vecchie idee; difficile, difficile e' essere se stessi.

Capisco (e mi e' in special modo difficile) che prima di tutto devo accettarmi così come sono, miserella e mediocre e impotente, affidandomi a Lui. E come potrei, in caso contrario, sopportare me stessa e la realta' di tutti i giorni? Grande e' la Sua misericordia. In Lui confido, in Lui vivo, a Lui innalzo il mio osanna (S. Agostino dice nelle sue Confessioni - le hai lette? – "...ti vuoi lodare egli, l’uomo particella della tua creazione! Sei tu che susciti la gioia di lodarti, perche' ci hai fatti per te, e senza requie e' il cuor nostro, finche' non riposa in te"). Una volta non riuscivo a conciliare la Sua altezza con la meschinita' quotidiana mia e con quella che mi sembrava degli altri. Ora, invece, la dottrina di Gesu' Cristo mi ha fatto vedere dove stia la soluzione e mi ha donato la Sua pace. Capisco e condivido il tuo amore per S. Paolo; tutti i giorni lo leggo.

Ora stiamo tutti bene, grazie al cielo; i bambini si stanno godendo gli ultimi giorni di vacanza. Gabriele studia, ti ringrazia degli appunti (devo essermi dimenticata di scrivertelo prima, scusami) che, a suo tempo, prelevo'; mia sorella sta attraversando un periodo di indecisione, ma che si risolvera' per il meglio. Io sto bene e non ho novita'; tu sai dove sono i miei pensieri.

Sai se la Maria Grazia abbia ritirato il libro (che voglio farle leggere) dai miei portinai? E tu passi il mese in citta' o sul lago Maggiore? Cosa studi? Ora ti saluto e, in attesa di leggerti, ti abbraccio.

                                                                                              Benedetta