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a Nicoletta, 15 maggio 1963

Sirmione, 15 maggio 1963

Cara Nicoletta,

grazie dei tuoi consigli preziosi. Pero' dalla tua lettera avrei voluto sapere qualcosa di te. Ti so col Signore. Anche se ci troviamo nei più silenziosi deserti, Dio non ci lascia mai soli.

Le mie giornate sono lunghe, faticose, pero' ugualmente dolci e con la luce di Dio. Cerco, nel mio esilio, di non perdere la serenita'. E mi ricordo gli urli degli Apostoli quando Gesu' camminava sulle acque e disse: "Sono Io, non temete". 

I ragazzi di "G. S." mi hanno aiutata moltissimo, in modo particolare Franci. Mi piace parlare alla Madonna, alla nostra Mamma che ci aspetta in cielo. Anch'io ti seguo nel tuo lavoro, anzi, la' dov'e' piu' faticoso penetrare, io vorrei esserti vicina. La mamma mi legge e mi scrive le lettere. Io non posso offrire piu' nulla al Signore, le mie mani sono vuote, non ho che poche briciole di pane; ma anche qui nel mio letto sento tutta la tenerezza della primavera scaturita. E a Dio offro tutti i fiori del mondo che sono sotto il suo sole sbocciati. Ripenso all’ ultima ora e ...  "se avro' paura, diro' senza vergogna: "Ho paura, Signore fortificami".

Buon lavoro. Auguri, Nicoletta, ti voglio bene.  
Il Signore sia sempre con te.

                                                                                              Benedetta

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