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a Franci, 9 gennaio 1964

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Sirmione, 9 gennaio 1964

Cara Francina,

quando le tue lettere mi sono trasmesse, io dimentico di esserti lontana, perche' ti sento nel mio cuore con l'esatto piacere della tua compagnia. Grazie. Francina, del tuo costante aiuto.

Corradino e' partito sereno per il collegio. Mi ha raccontato della vostra fine d’anno… Mi ha detto come eravate pigiati nella macchina, e di Gianni che correva intorno! Si e' divertito tanto. Carmen e' felice della sua pagella trimestrale.

Come saro' felice quando ti rivedro', Francina d’oro! Ringrazia Maria dei saluti, e ricordami anche a Maddalena.

Francina, ti ho detto, vero, che io amo moltissimo il Signore? E faccio mie le parole del salmo: "Il Signore e' il mio Pastore, non manco di nulla. In erbosi pascoli mi fa riposare, ad acque ristoratrici mi conduce. La tua verga, il tuo vincastro: ecco i miei conforti".

Come amo il Signore, Francina d'oro! Lui, che veramente mi ha sempre custodita. E tutte le volte che L'ho invocato e' accorso ad aiutarmi. Sia benedetto il nome santo, alleluia! Come e' bello avere un Padre nel cielo che ci aiuta, e ci ama piu' di noi stessi, e conosce anche il numero dei capelli del nostro capo!

Francina, non stancarti mai di far del bene: e' tanto bello fare del bene, ed io come vorrei poterlo fare!

Dimmi qualcosa della Giovanna. (Scusami, sai, non e' curiosita').

Ora ti saluto, e spero che il Signore ci fara' incontrare presto. Saluta Adriano. Ciao. Buon studio. Arrivederci.

Benedetta