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a Maria Grazia, 18 maggio 1963

Sirmione, 18 maggio 1963

Cara Maria Grazia,

come stai? Per favore prega per me: ho ancora poche briciole da dare al Signore. Vieni presto. La mia mente a volte vacilla: e' un deserto mortale. Ho paura. Se diro' delle cose a vuoto domandaGli per me di farmi tacere, per favore. Mi ricordo quando ti vidi la prima volta, Maria Grazia, quando ti conobbi! Mi accompagnavi a casa e volevi farmi credere che dovevi arrivare fino la' dove stavo io. Sei dolce, sai; dai la tua dolcezza a chi ti avvicina; c'e' tanto affanno, tanta sete. Io cammino nella mia via crucis, fra poco saro' ferma.

Chi nel dolore si avvicina a Lui si addolcira'; chi si allontana incrudelira' a sua insaputa. Mi e' piaciuta tanto la preghiera: "Signore, mi hai afferrata". Tanto bella che nel farmela trasmettere trasalivo ad ogni parola.

Mi ha scritto la Nicoletta: ti faro' vedere la lettera quando vieni. Prego tanto la Madonna: e' il Suo mese e La vedo la', tacita, sulla montagna, a veder morire Suo Figlio.  

Non negare il tuo aiuto se pensi che qualcuno ne abbia bisogno. Fatti forte in Lui. 

Ciao, buon lavoro, vieni presto. Ciao, ti abbraccio forte.

Benedetta

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