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a Paola, 17 novembre 1963

Sirmione, 17 novembre 1963

Grazie, Paola, per le tue parole che sono sempre buone, affettuose e piene di Spirito Santo!

Anch'io penso tanto al fratellino di Roberto. Certo soffrira' molto per il distacco dai suoi: e io lo compiango. Ma tutto sara' per suo bene Lasciami, pero', come dice S. Paolo, "piangere con chi piange". Le sofferenze sono sempre premiate. Perseveriamo in tutto quello che Dio vuole da noi. Infatti nel Vangelo e' scritto: "Chi perseverera' fino in fondo, sara' salvo".

A volte penso di quali dolcezze infinite si priva chi non riesce a stare fedelmente vicino al Signore! E, rattristata, prego tanto per i deboli. Voglia Lui chinarsi sino a me per ascoltarmi.

Ciao, Paola, vieni presto, cioe' fallo quando potrai. Salutami Maria Grazia e Roberto, se li vedi.

Ti saluto, buon lavoro.

Benedetta

a Paola, 2 dicembre 1963

Sirmione, 2 dicembre 1963

Cara Paola,

il pensiero che mi hai dato nella tua lettera, "non temere, perche' io t'ho redento e t'ho chiamato per nome: tu sei mio (Is. 43)" mentre la mamma me lo trasmetteva, la mia emozione era così grande, che mi e' mancato per un attimo il respiro. Ho avuto la sensazione che il Signore mi parlasse davvero, tramite tuo, con le Sue frasi dal sapore di vita eterna. Grazie, Paola. Stai certa che le mie preghiere sono anche per tutti voi e non dimentico Lucio, mai. Ieri erano qui Roberto e la Maria Grazia.

Roberto non sta male. A sua insaputa nel suo cuore penetra adagio adagio qualcosa di nuovo. Mentre mi domandava di scrivergli, io nell’attimo stesso pensavo che la mia corrispondenza per lui doveva essere piu' frequente. Mi ha parlato poi di te. Mi ha detto che tu le cose le prendi con troppa serieta'. Sì, Paola. Ma la tua serieta' sia piena di allegria. Il Signore ama chi soprattutto dona con gioia: con fatica, ma con gioia. Anche coi tuoi monelli: pazienza, fortezza, amore. Queste sono le cose che vincono il mondo. Ciao, Paola, vieni presto, se puoi.

Benedetta

a Paola, 19 dicembre 1963

Sirmione, 19 dicembre 1963 

Cara Paolina,

scusami il ritardo nello scriverti, ma tu sei giornalmente e ugualmente nei miei pensieri e nei miei colloqui col Signore.

Mi pare sia passato un sacco di tempo senza sentirti vicina a me, ma so che Dio ti guarda e non ti abbandona un istante.

Io dentro di me rivedo continuamente il "Stillate, o cieli...". Ti diro' anche che in questi giorni mi sento spesso piena di Spirito Santo. Mi pare di essere, anche in mezzo alle mie sofferenze, piena di gioia che non e' terrena. E' vero: il Signore ci da' tante sofferenze, quante ne possiamo portare: non di piu', non di meno.

Ora ti saluto e, assieme ai tuoi, ricevi i miei auguri cristiani.

Tua sorella Benedetta

a Roberto, 13 maggio 1963

Sirmione, 13 maggio 1963

Caro Roberto,

auguri: e' la tua festa! Voglia sempre il Signore aiutarti a continuare il percorso intrapreso di bonta' e di amore verso il tuo prossimo, e ti restituisca generosamente quello che tu sai dare a chi soffre [...].

Io, grazie a Maria Grazia, pare riesca ad andare a Lourdes ancora. Trovo in questo la provvidenza di Dio e mi pare che l'appuntamento con la Madonna non debba svanire.

E' maggio, quanta tenerezza in questa primavera sbocciata! La sento nell'aria satura di profumi, la vedo nei fiori sugli altari di Dio, e con quanta fatica voglio tuttavia cantare ed essere felice! E' molto difficile, Roberto, ma pazienza, il Signore prendera' quel poco che so darGli e cerchera' di aiutarmi a spogliarmi di tutte quelle cose che si ribellano al Suo volere.

In questi giorni penso molto al dolore, alla leggerezza umana, all'egoismo degli uomini, e prego.

Ho tanto desiderio di salire, ma la montagna verso l'alto e' faticosa, e se Lui non mi prende la mano per aiutarmi, io non riusciro' piu' a fare passi, e la sosta non la voglio, perche' e' sempre pericoloso infiacchirsi.

Anche per te ogni giorno prego.

 Tua sorella Benedetta

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