La vita

1936

Benedetta nasce a Dovadola (casa natale), piccolo paese in provincia di Forlì, dall'ingegner Guido Bianchi Porro e da Elsa Giammarchi, l'8 agosto 1936. E' la seconda di sei figli.

Il 13 agosto riceve il battesimo “sotto condizione”, nella chiesa della SS.ma Annunziata. Le sono imposti i nomi di Benedetta Bianca Maria.

Nel novembre è colpita da poliomielite e resta con una gambina menomata, con la destra un pò piu' corta dell’altra. Anni dopo (1953 e 1955) si sottoporrà ad interventi correttori. I ragazzetti del paese la chiamano "la zoppetta", ma lei non se ne offende: "dicono la verità". (Benedetta a 2 anni)

1942

Incomincia la prima elementare a Sirmione, saltando poi la seconda classe.

1943

Allo scoppio della II guerra mondiale, la sua famiglia sfolla in campagna, a Casticciano presso Bertinoro, dove frequenta per alcuni mesi la terza elementare. (Benedetta con la famiglia nel 1941; Benedetta alle elementari)

1944

Quando la linea gotica viene travolta dall'avanzata anglo-americana, la Romagna e' percorsa dalle truppe tedesche in ritirata. Ma della guerra vi è solo un bagliore riflesso nei diari che la bimba tiene diligentemente aggiornati, fin dai cinque anni, per volontà materna. Si tratta di notazioni rapide, naturalmente rapportate alla sua età, che riguardano più spesso la famiglia, la natura, i giochi, il primo confuso sbocciare dei sentimenti. (Benedetta a 7 anni)

Benedetta e' una bimba sensibile e delicata, intelligente e volitiva. Gioca festosamente coi fratellini e con gli altri bambini, ma talora si ritrae in pensosi silenzi: sono i momenti in cui Benedetta guarda stupita il miracolo della vita che trionfa in tutte le cose, nei fiori, nei prati pieni di sole, nella sua piantina di ciliegio che innaffia quotidianamente, nell'aurora meravigliosa. Allora confida al suo diario la gioia delle sue scoperte. "C'e' l'universo incantevole. Che bello vivere!" Corre a vedere la mietitura del grano, si ferma incantata ad ascoltare il canto degli agricoltori, si confonde nelle aie dei contadini con gli altri bimbi, poi sale sul cipresso: "lassù fra i suoi rami ho formato la mia casina".

Il 7 maggio è ammessa alla Prima Comunione e il 21 maggio riceve il sacramento della Cresima.

Il 4 dicembre lascia Casticciano e va a Dovadola, ospite del nonno, mentre la sua famiglia si trasferisce a Forlì, dove la casa è stata occupata dagli Inglesi.

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