La vita

Quando per la lontananza non può godere della sua rasserenante presenza, Benedetta avverte ancora di più la solitudine interiore. La sordità avanza. Si spegne il sussurro delle cose, la festa della vita: "... il cielo è grigio e nebbioso e le cose sono annoiate e piangono invece di ridere per la mia anima".
Le si apre una vita nuda d’amore: quanti desideri e speranze destinati a morire!
Rimpianto, smarrimento, angoscia. La prova si fa sempre più dura. Benedetta trema: "... temo che tutto sia illusione e l’illusione mi fa tremare più della disperazione".

Ad Anna, ancor più che alle pagine del suo diario, confida il tumulto del suo spirito. "Anch’io sono assetata di pace e desidero abbandonare le onde del mare e rifugiarmi nella quiete di un porto. Ma la mia barca è fragile, le mie vele sono squarciate dal fulmine, i remi spezzati e la corrente mi trascina lontano".

Benedetta conosce il gelo dello scetticismo, l’allucinante paura del vuoto e invoca aiuto: "Sapessi, Anna, come ho bisogno del tuo aiuto. Desidero la verità, non desidero che questo, ma nessuno ne sa nulla".

Ma quella Verità che lei cercava comincia a farsi sentire nella voce della sua anima. La tempesta a poco a poco si placa. In questa drammatica esperienza umana si prepara la sua risurrezione. Benedetta scopre dentro di se la ricchezza della vita interiore.
E’ in seconda liceo, al "Bagatta" di Desenzano quando annota nel diario: "Sono stata interrogata in latino; ogni tanto non capivo quello che il professore mi chiedeva. Che figura devo fare ogni tanto, ma cosa importa? Un giorno forse non capirò niente di quello che gli altri dicono, ma sentirò sempre la voce dell’anima mia: e questa e' la vera via che devo seguire".

Benedetta opera la scelta di una vita che trova il suo senso e la sua giustificazione nei valori dello spirito.

1952

Si iscrive alla seconda liceo classico al “G. Bagatta” di Desenzano del Garda.

1953

Autunno. Dopo aver saltato la III liceo e superato brillantemente gli esami di maturità, si iscrive all'Università di Milano; ha 17 anni. Il padre le suggerisce l'idea di laurearsi in Fisica e Benedetta, per compiacerlo, acconsente. Ma ben presto s'avvede di non essere fatta per quel genere di studi e passa a Medicina. "Affrontai il nuovo studio con ardore. Avevo sempre sognato di diventare medico. Voglio vivere, lottare, sacrificarmi per tutti gli uomini". La sordità è quasi totale. (Tesserino universitario)
Benedetta e' costretta a farsi accompagnare dalla giovane amica Anna perché risponda in sua vece all'appello.

Completamente sorda e costretta a far uso del bastone per una insorta difficoltà motoria, si appresta a diventare medico. Le difficoltà sono enormi ma e' decisa a resistere con tutte le sue forze per guarire e per riuscire: "Mi basterebbe di arrivare ad esercitare, anche come l’ultimo dei medici..."

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