a Maria Grazia, 3 gennaio 1964

Sirmione, 3 gennaio 1964

Cara Maria Grazia,

ti mando due righe per dirti che il viaggio di ritorno e' andato bene e per ringraziarti del tuo telegramma, che ho trovato qui. E' stato dolce veramente. E' stato come se tu mi avessi preceduta qui a casa per darmi, per prima, gli auguri di bentornata. Devo anche dirti che le tue visite serali le ho tanto gradite. Anche se ti sentivo triste; anche se mi sentivo stanca. E a proposito dell'ultima sera: il Signore ha detto alla Maddalena: "Molto sara' perdonato a chi molto ha amato", io penso non intendesse amore umano, ma amore dolce per tutte le creature. Io queste parole le capisco perfettamente, perche' sento di applicarle naturalmente. Questa e' la mia dolce speranza.

Diceva S. Francesco di Sales: "Non ragionate sopra le afflizioni e contraddizioni, ma ricevetele con dolcezza e pazienza, bastandovi di sapere che vengono dalle mani di Dio".

Io sto bene, Maria Grazia, perche' ho compreso: "Sine effusione sanguinis non fit remissio".

Quando puoi vieni. Io sto bene qui e là con voi: sto bene dove il Signore mi vuole.
Ciao, buon lavoro.

Benedetta

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