a Umberto, 24 luglio 1963

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Sirmione, 24 luglio 1963

Caro Umberto,

mi permetta di dire così. So che e' in ospedale e non sta bene, ed io ho voglia di mandarLe gli auguri, dispiaciuta solo di non poter fare di piu', perche' vorrei tanto aiutarLa. Vorrei proprio avere la possibilita' di illuminarLa, perche' solo così Lei soffrirebbe meno e avrebbe di conseguenza lo spirito in pace!

Umberto, lasci che Dio La ritrovi e se La tenga amorevolmente sulle spalle, come dice la parabola della pecorella smarrita, che il buon Pastore ritrova, lasciando, per questa, le altre novantanove al pascolo. Il Signore, Umberto, ci e' fedele: sempre. Non ci lascia in nessun momento, Lui, il piu' fedele degli amici!

Se riguardo il tempo, anch'io ho passato tanti dolori, agitazioni, e nella lotta cercavo Lui - Lui solo - da sempre. "Dove andrete? Solo Io ho parole di vita eterna!" E Lui e' venuto, mi ha consolata, mi ha accarezzata nei momenti di paura e di dolore piu' forte, proprio quando tutto mi pareva crollato, salute, studio, sogni, lavoro.

Caro Umberto, caro Umberto, mi ascolti. Lei sa che il Signore ha detto che c'e' piu' gioia in cielo per l'anima che si pente, che per novantanove giusti! Si lasci aiutare. Dice la Bibbia: "Mi troveranno quelli che mi cercano, se mi cercheranno con tutto il cuore".

Non creda di essere solo a soffrire, non pensi che la Sua croce sia troppo pesante. Accetti con semplicita' la parte che Dio le ha dato.

Come vorrei che Lei, Umberto, trovasse un po' di quella pace, che io posseggo! Non si affanni, non si domandi: « Dov'e'? ». Non cerchi Dio lontano. Perche' e' vicino a Lei, che soffre con Lei. E' in Lei, nel Suo cuore! Lo ami, allora, semplicemente, con umilta'.

L'eroismo e' non ribellarsi. Accetti con coraggio - tutto. E tutto, per incanto, diverra' fatalmente semplice e pieno di pace celeste.

Per questo io Le ho scritto, per questo io prego per Lei. E Lei, al Signore, domandi aiuto anche per me.

I miei sinceri auguri, arrivederLa.

Sua sorella Benedetta