a Madre Domenica, vigilia di Pasqua 1963

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Sirmione, vigilia di Pasqua, 1963

Cara Madre Domenica,

desidero ringraziare Lei e suor Maurizia della visita fattami. Non dimentico neppure suor Letizia, e tutte le altre Sorelle che non ho conosciuto. Come va, suor Domenica, il lavoro? E le Sue ammalate? E l'indimenticabile Luciana, che e' qui nel mio cuore? E la suora operata alla testa?

Le mie giornate sono lunghe e faticose, pero' con l'aiuto divino riesco a riposarmi, abbandonata sulle spalle di Cristo. Con Lui mi pare d'essere in una cella chiusa, ma in cammino verso un porto dove la pace e' sicura ed eterna. E mi sciolgo in tenerezza, trasalendo quando mi pare di essere da Lui presa per mano [...].

Non mi dimentichi nelle Sue preghiere.

[...] E ora, suor Domenica, finiro' con una frase di S. Agostino: "Tardi Ti ho amato, tardi Ti ho conosciuto, o Bellezza tanto nuova e tanto antica! ".

A Lei e a tutte le Sorelle, buona Pasqua.

Benedetta

 

"Non e' qui: e' risorto!".