alla signora Grecchi, 7 gennaio 1964

Sirmione, 7 gennaio 1964

Cara Signora (*),

alcuni miei amici mi hanno parlato di Lei, e anche se non La conosco personalmente, mi permetto di scriverLe, perche' io so che Lei soffre, e nel dolore siamo piu' che mai fratelli, legati con anelli invisibili. Conosco la profondita' del suo dolore e del suo strazio. Dice la sacra Scrittura: "I miei pensieri non sono i vostri, i miei sono pensieri di pace e non di afflizione".

Cara Signora, al nostro occhio umano sfuggono troppe cose. Ma Dio sa la ragione di tutto, del mio e del suo dolore. Il Signore ha detto: "Lasciate venire a me i fanciulli, perche' di essi e' il regno dei cieli".

Cara e dolce Mamma, Lei pensi ora che il suo angioletto e' nel regno del Signore, nella gioia del paradiso. La prego, non si senta in colpa, non attribuisca a stolte idee la morte del suo piccino. Dio solo da' la vita e la morte alle Sue creature.

Ha detto Gesu', nel discorso della montagna: "beati quelli che soffrono, perche' saranno consolati..." Anche Lei, dunque, cara e diletta mamma, sara' consolata. Colpe non esistono, per nessuno. Non c'e' spiegazione alla Croce. Dio toglie e da', quanto crede. Lei ricordi che ora ha nel cielo un piccolo angelo, tutto suo, che la guarda e che vorrebbe aiutarla. Nella preghiera Lei puo' parlare al suo bimbo. Domandi d'aiutarla, dica pure: - vedi, piccino mio, come soffre la tua mamma, senza te! - E il suo bimbo sorridera' e tramite Dio le dara' un'attesa fatta di pace e di preghiera.

Nel suo cuore, mia dolce mamma, tornera' il riposo, una dolcezza fatta di un sorriso pieno, perche' sara' quello che il suo bambino fara' per Lei.

Si senta forte, anche perche' attorno a Lei c'e' chi aspetta la sua mano per tirare avanti assieme.

Le voglio bene, e me La sento tanto nel cuore. Anch'io preghero' tanto per Lei. In alto il cuore.

ArrivederLa

Benedetta

 

(*) Signora alla quale era morto il figlioletto di due anni in seguito a caduta in acqua bollente.

Informazioni aggiuntive