Gli amici

Potrai illuminare le tenebre degli altri

Cara Benedetta,
(tutte le sere, per un motivo o per l’altro, esco di casa, e durante la giornata spesso non trovo il tempo sufficiente per raccogliermi e scriverti, anche se ti penso continuamente. Ho deciso che ti scriverò poche righe per volta, ma spesso: spero di non stancarti) Domenica ero colma di vuoto e di solitudine: in casa non c’era nessuno: così ho acceso la radio, distrattamente. E di colpo è scoppiata «la tempesta» dalla «Pastorale» di Beethoven. Mi sono accorta di colpo che il sole entrava a fiotti dalla finestra Ero libera! Così libera! La rivelazione penso che sarà così: improvvisa e folgorante, come mugghio di acque dietro una diga E conosceremo la Verità, e saremo liberi E ho pensato una cosa ancora più bella: Beethoven era già sordo quando scrisse tutte le sue opere più alte: quindi le scrisse esclusivamente per gli altri E alla fine della lunga sofferenza compone la «gioia» della 9a sinfonia. La sua sordità non gli aveva impedito di esprimere se stesso, anzi, di «comunicare» se stesso agli altri, come un’ostia paziente. Veramente io credo che non esista ostacolo all’onnipotenza di Dio; se siamo docili ai Suoi disegni Egli abiterà in noi e sarà il Suo Spirito a «intercedere per noi con gemiti ineffabili» e allora veramente giungeremo alla pienezza e riusciremo ad esprimerci senza voce e senza parole Allora veramente riusciremo a comunicare con gli altri, e le dighe che ci separano saranno spezzate.
È difficile spiegarti quello che ho intuito a tuo riguardo: se tu sarai docile nelle mani di Dio diventerai misteriosamente fertile e potrai illuminare le tenebre degli altri, anche se non vedi la luce, e gli darai testimonianza senza bisogno di agire o di parlare, perché Lui agirà e parlerà in te.
A presto
Baci, anche alla mamma
Maria Grazia
PS. Grazie di tutto

Sei il volto stesso della speranza

9 Ottobre 1963
Carissima Benedetta,
mi chiedevo con che parole potrei osare raggiungerti per rimanerti accanto nella sofferenza.
Ma non ho parole degne della tua sofferenza.
Sono troppo povera per poterti offrire qualcosa: non ho da darti che il mio cuore, che non sa ancora pregare, ma che già desidera di pregare, perché tu mi hai dato questo desiderio. Io non sarò mai più sola con la paura, perché tu mi hai insegnato il valore della preghiera. Tu sei stata per me la strada: mi hai dato la testimonianza di Lui. A quelli che mi parlavano di Lui non ho creduto. Ma a Te, che hai sofferto e soffri insieme con Lui, io non posso non credere. Hai vinto.
Io ormai credo, con tutto il mio essere e non mi sento più disperata e impotente nemmeno per quanto riguarda gli altri: tutti gli altri, e in particolare quelli che amo, quelli cui ho fatto del male. Credo nella Comunione dei Santi e nella vita eterna. La Nicoletta partirà (non subito: faremo a tempo a venirti a trovare due o tre volte prima che parta); e noi saremo con lei. Sandro non rivedrà la luce; ma tu preghi per lui, e soffri per lui, e tiene per mano anche me Nessuno di noi è solo, ma siamo tutti insieme nella Carità, una cosa sola con gli altri Io credo nella speranza, adesso.
Era solo questo che volevo dirti: il Signore non poteva darti una vita più bella, più ricca. Sei importante per me; sei la cosa più bella e più cara che io abbia.
Sei il volto stesso della speranza. Ti voglio tanto bene: sei accanto a me in ogni ora perché non potrò più separarmi da te: ti porto in me come una fiamma e come un segno. Possa Dio Onnipotente darti la Gioia. Ci rivedremo presto, anche solo per una scappatina: il tempo che basta per dire Compieta insieme.
Vorrei fare qualcosa per Te, darti testimonianza: potrai chiedermi qualunque cosa, quando ci rivedremo. (spero presto)
Ricordami ai Tuoi
Con tutto l’affetto
Maria Grazia

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