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Io credo che il Signore sia contento di te

Io credo che il Signore sia contento di te

[Milano 6-7/-1963]
Benedetta carissima,
vorrei tanto saperti aiutare: quando ho letto la tua lettera mi sono sentita piena di incapacità, allora ho cercato là dove trovo ogni risposta, nella liturgia: ho letto l’ufficio divino della settimana santa: è di un’enorme tristezza, ci si trova proprio messi di fronte al dolore, nella sua essenza: il dolore di Cristo nella sua agonia e nella sua morte.
Leggendo quei brani ho ritrovato lo stesso dolore e le stesse invocazioni che sentito nella tua lettera. Anche Gesù, nei momenti della vera croce, era sfinito, non ce la faceva più: anzi è proprio quello la croce: leggendo certi brani si ha l’impressione di uno sfinimento totale, di un annientamento, di una agonia del cuore, di una morte molto più dura e lacerante di dentro che di fuori. La vera croce è questa, quando non abbiamo più nulla di nostro, niente, anche quel briciolo di generosità che ci farebbe sentire ricchi di qualcosa nei suoi confronti, neanche un po’ di forza per confidare in essa: la croce è quando siamo spogli di tutto, e siamo davvero noi stessi, poveri, poverissimi, con le mani vuote, con tante tentazioni dentro; e l’unica cosa nostra, l’unica nostra iniziativa allora è il desiderio del cuore, il desiderio al profondo, più vero di tutti quegli altri desideri, cattivi e contrastanti che abbiamo in noi: il desiderio che Lui ci aiuti, che ci fa chiedere, e solo chiedere, perché è l’unica cosa sia veramente nostra: chiedere è tanto più vero quanto più è un grido, magari un pianto.
Allora si capisce che la Croce serviva per spogliarci di tutto, e farci vedere qual è la vera ed unica sorgente di sicurezza, di pace: e la nostra pace diventa vera, perché è fondata su di Lui: questa pace la potremmo avere sempre, anche se il desiderio del male, le tentazioni, sono in noi: basta avere la forza ogni giorno aprendo gli occhi di dire ancora di sì a Dio, cioè di desiderare Lui, di chiederGli tutto. Capisci che a Lui solo questo interessa? Il nostro io, il nostro cuore che continua a desiderare Lui nonostante tutto: per questo è giusto ricordarsi sempre che Lui è il Dio che scruta i cuori. Benedetta cara, io credo che il Signore sia contento di te, proprio quando tu ti senti povera e glielo dici, perché Lui è quel Signore che ha amato la Maddalena, che salvato il Buon ladrone, che prediligeva la preghiera e la vergogna del pubblicano.
Quando sei triste o hai delle tentazioni cerca di metterti tranquilla e abbandonata nelle sue mani come una bimba piccola, che conosce i suoi limiti e la sua fragilità, ma non se ne scandalizza. Lasciati curare da Dio: ho trovato una frase della Messa che dice – Stendi te ne preghiamo, le tue mani sanatrici: ecco che quanto più ci userai misericordia tanto più troverai in noi dei mali da perdonare. Risana ciò che è infermo, rinfranca ciò che non è sicuro, conserva con la perseveranza della fede ciò che è ancora sano.
Vedrai che il Signore ti ridonerà il gusto della vita, e l’amore alle cose: se ti fa passare in mezzo a questo deserto è per farti sentire spoglia e bisognosa di Lui solo, ricca di Lui solo. Ricordati che tutti noi ti ricordiamo sempre e ti vogliamo bene. Il mio colloquio è andato bene: oggi parto per Varigotti, un paese della Liguria: andiamo in 500 di G.S. e lì passiamo i giorni della settimana santa vivendoli insieme. È durante questi ritiri che facciamo quei libretti che ti ho dato. Ti manderò il prossimo. Credo di poter venire il giorno del matrimonio di tua sorella. Continua ad avere fiducia in Dio, Benedetta, tesoro, e vedrai che, come dice la Bibbia, – le tue tenebre scompariranno per dar posto a uno splendore di meriggio – Non ne abbiamo mai abbastanza di fiducia: per questo Gesù ce ne parlava sempre. Gente di poca fede, perché dubitate?
Non sapevate che il Cristo doveva passare per queste cose, per entrare nella sua gloria?
Chi porta frutto con perseveranza….
Spero proprio di vederti molto presto. Ti saluto con tutto il mio affetto; saluta anche i tuoi, Carmen e Manuela e la mamma soprattutto.
Ti bacio affettuosamente
Franci.

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