Gli amici

Non sentirti mai inutile e sola

9 settembre 1959
Cara Benedetta,
voglio affidare a questo foglio quello che avrei dovuto dirti poco fa’ – Se quello che ti scrivo ti è utile, prendilo come un dono che Dio ti manda, altrimenti puoi stracciare tutto, scusandomi per non averti saputo dire quello di cui avevi bisogno.
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Vorrei augurarti di essere sempre unita al Signore. Sta fra le Sue braccia di Padre, con la fiducia di una figlia. Non cercarlo chissà dove; è vicino a te giorno e notte.
1) Dio può ben capirti. Anche Gesù in croce non poteva più agire, né parlare. Ma la sua croce era il momento più valido della Sua vita. Anche la tua croce assomiglia alla Sua; ne è una continuazione.
2) Mi sarà molto facile ricordarti ogni giorno nella messa. La celebro ogni giorno e a volte mi vergogno di portarvi tanto poco; perché Gesù vi sacrifica tutta la vita, io non vi porto che la preghiera e un po’ di sacrificio. Da domani in poi mi sembrerà di celebrare la Messa con le mani meno vuote: vi porterò il tuo sacrificio, che è completo; il Signore lo gradirà tanto perché rassomiglia a quello di Gesù.
3) Non ti preoccupare quando non sai pregare, quando non sai cosa dire. Sulla croce non si possono fare bei discorsi. Hai visto dal Vangelo che sul Calvario Gesù ha detto 7 parole in 3 ore, e la Madonna non ha espresso parola? Fa come loro: presentati a Dio come puoi. Se tu non puoi parlare, il Signore sa bene che cosa vorresti dire. E questo basta.
4) Non ti meravigliare, né perderti d’animo se a volte senti dentro di te una ribellione che non riesci a dominare. Alla nostra povera sensibilità non possiamo impedire che a volte esploda. Ma questo non ci porta lontano da Dio; anche con la ribellione, resta fra le braccia di Gesù e della Madonna. È una tempesta che passerà e ritroverai il sole. Quando le nubi sono molto nere e ti pesano mortalmente sul cuore, pensa che oltre le nubi c’è sempre il sole, bello e intatto. Anche sulla tua vita c’è sempre il sole oltre le nubi.
5) Anche Gesù in croce è giunto a gridare: «Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Ha voluto provare quello che provi tu nei momenti più duri, per guadagnarti la grazia di superarli. Ti è accanto allora perché li ha provati anche Lui.
6) Non desiderare di morire, ma di vivere. Lascia che Dio conduca la tua vita. Ma non pensare che la tua vita sia inutile, perché non puoi agire e parlare e fare. La croce di Gesù, il dolore della Madonna e di tanti cristiani, sono la ricchezza maggiore del mondo intero. Fra loro ci sei anche tu.
7) Non sentirti mai inutile e sola. La tua poltrona e il tuo letto possono diventare un altare. Tu non ti vai consumando, ti vai trasformando come l’ostia sull’altare . L’ombra della croce arriva fino alla tua camera, e siete insieme tu, Gesù e la Madonna, e fate un cuore solo.
8) Non dire: non ho fede, mentre una volta ne avevo tanta. Accontentati di quello che puoi dare. Quando si soffre molto non è facile dare con disinvoltura. Oggi doni quello che puoi, domani potrai fare di più. Dio guarda all’intenzione.
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Permettimi ogni giorno di poter offrire le tue croci per tutti i bisogni delle anime che incontro. Io ti prometto di metterti sull’altare, ogni mattina, perché Gesù ti trovi e ti unisca al Suo sacrificio. Se ti fa piacere domani torno a trovarti. Ti darò l’assoluzione (non ti preoccupare di niente, il Signore ti comprende). Se ti farà piacere ti porterò anche la comunione, perché Gesù ti aiuti e ti sia vicino. Ti posso assicurare una cosa: Dio ti vuol tanto bene ed è contento di te . Non dare troppo importanza a questo momento che attraversi ora Ti benedico con tutto il cuore.
D. Mori Elios Giuseppe


Non sei al mondo per soffrire, ma per amare

[12 settembre 1960]
Cara Benedetta,
sono contento che il Signore ti abbia riempito il cuore della Sua pace. Domattina avrai Gesù con te, e allora le cose andranno meglio. Ti suggerirei di non farti mai troppi scrupoli, soprattutto riguardo ai sacerdoti. Non aver paura di disturbare, anche quando verrà don Lino. Se non puoi uscire, fa venire il sacerdote da te, se non puoi tu andare a fare la comunione, Gesù sarà ben contento di venire in casa tua. Non vedi nel vangelo quante volte si è fermato a casa dei suoi amici?
Se le cose che ti ho detto ieri ti hanno fatto bene ne sono contento. Non è roba mia ma di Gesù, cioè è roba di tutti perché il Signore ce la mette a disposizione. La nostra fede è ben più bella di quello che posso aver detto io. Ti voglio suggerire alcune altre cose; forse ti potranno essere di aiuto.
1) La tua vita, come quella di tutti, non è un pacifico possesso; a volte ci sono burrasche e temporali. Non ti preoccupare mai; quando è passata la bufera tu ritorna fra le braccia di Dio, come se nulla fosse stato.
2) Non misurare la tua vita col metro della sofferenza, pensando che abbia valore solo quello che ti costa. Il valore di ogni cosa è l’amore. Cerca di amare Dio coi sentimenti di una figlia. Quando stai bene, gli sei vicina come quando stai male; cerca in un caso come nell’altro di voler bene al tuo Padre celeste.
3) Quando ti senti in colpa o ti pare di aver fatto qualche mancanza (anche piccola) non martoriarti, pensando che meriti castighi e punizioni. Ogni colpa, grande o piccola, è una mancanza di amore: Se la vuoi riparare bene, cerca di aumentare il tuo amore verso Dio, serenamente. Dio non vuole altro.
4) Se hai fatto qualche mancanza, se qualche volta perdi la pazienza e il coraggio, non perdere troppo tempo a «contemplare» i tuoi sbagli. Daresti a loro troppa importanza e ruberesti a Dio del tempo che Gli appartiene. Piuttosto va subito col tuo cuore a Gesù e alla Madonna e cerca di dare loro, in modo ancora più bello e fiducioso, l’amore che non hai saputo dare prima.
5) In ogni cosa ricorda sempre che il bene e la forza vengono da Dio. Se hai bisogno di forza
di serenità
di pace
di perdono
corri a Dio con una fiducia senza limiti. Non farai mai tanto piacere a Dio come quando Gli chiedi le cose buone e la sua grazia.
6) Non sei al mondo per soffrire ma per amare. Offri ogni pena come ogni gioia, sono tante occasioni per aumentare il tuo amore. [f.2v]
7) La tua condizione attuale è la più vicina a Dio. Basta che tu l’accetti e la viva con Lui. Vedi, occorre sforzo e buona volontà per fare del bene e dell’apostolato; ma non è il massimo, perché siamo sempre noi a dare quello che vogliamo. Quando invece si è nelle tue condizioni, come Gesù in croce, abbiamo permesso a Dio di prendere Lui tutto quello che vuole: abbiamo dato tutto. Allora tu non dubitare mai che la tua vita non abbia un estremo valore, quando Dio ti ha fatta simile a Gesù redentore.
8) S. Paolo dice anche a te: completo ogni giorno la passione di Cristo nel mio corpo, a beneficio di tutta la Chiesa.
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Grazie per avermi dato la gioia e l’onore di offrire ogni giorno le tue sofferenze al Signore nella Messa. Ti ringrazio per tutti quelli che ne riceveranno aiuto.
Davanti a Dio, un giorno, scoprirai che anche tu sei stata un vero apostolo, perché hai dato il massimo.
Prego la Madonna di benedirti e custodirti
D. Elios Giuseppe Mori

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