Note personalità

 

Mario Lodi

[…]
Proprio dalla terra del Rubicone è venuta l’umiltà di una borghese. C’è un rovesciamento di valori, come nelle beatitudini: il messaggio più sconvolgente in un ambiente politico avido di potere. Nella lunga e incredibile sofferenza, ha dedicato tutta l’attenzione agli altri più infelici o sfortunati di lei, proprio quando, nel 1949, incominciava quell’esplosione di benessere economico che ci avrebbe condotto ancor più all’egoismo. “L’attesa di lui che amo” è la sintesi dell’accettazione del suo soffrire. Sintesi di fede e di amore: i due valori che uniscono e risanano le diseguaglianze. Anche la corona di amici va vista in questo contesto sacro. In Italia, messo al vaglio per purificare la fede e verificare l’amore.
Non so certamente scrivere la vita di un santo, ma non so più leggerla senza riferirla al momento storico in cui Dio ha compiuto l’epifania di sé.
Voglio aggiungere ancora che Benedetta e i suoi amici hanno compreso la parola di Dio: sono i primi figli del concilio ecumenico Vaticano II: la messa, la liturgia, la Bibbia sono continuamente il punto-luce da cui traggono, a cui volgono.
C’è molto da riflettere. Benedetta Bianchi Porro è una santa. In lei, Dio rivolge un messaggio agli uomini del nostro tempo.
Mario Lodi


Divo Barsotti

Firenze, settembre 1975
Più ferma d’ogni clausura, più fonda di ogni solitudine.
Il cammino di Benedetta è la rivelazione più pura della vita spirituale. Come aldilà di ogni segno si manifesta la ricchezza e la plenitudine dell’Amore, la verità della gioia!
Ben pochi hanno potuto e potranno dare una certezza come questa figliola che ci parla con tanta umile serenità quasi aldilà della morte.
Sac. Divo Barsotti


Giorgio La Pira

Firenze, 6 novembre 1975
“Il volto della speranza”, cioè il volto di Dio, di Cristo, di Maria, dei santi, delle vergini, dei bambini: è il volto che gli uomini - l’intero genere umano - cerca oggi con più intensità di ieri: vultum Domini requiram! È il volto che come polo orientatore guida la storia della chiesa e dei popoli!
Benedetta appartiene a questi “riflettori” ed indicatori del volto di Dio agli uomini del nostro tempo!
È un grande dono del Signore all’umanità intera.
Giorgio La Pira

 

Ersilio Tonini

Da una conversazione tenuta nell’abbazio di S. Mercuriale il 21 gennaio 1979
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E non è incredibile che una creatura di questo genere, ridotta alla cecità, alla sordità, all’incapacità di parlare, ormai un tronco inerte, potesse, pur avvertendo, con l’autoironia che sempre l’accompagnava, l’umiliazione della sua condizione, gridare alla felicità e parlare del suo Dio con incantamento, ma forse è meglio dire “incantagione”? Il che spiega perché, raccontando di un prete tanto preso dall’amore di Dio che ad un certo momento saltò sulla seggiola per la gioia del parlare di Lui, Benedetta commenta: “Io lo capisco tanto bene”.
[…]
Ora è questo «qualcosa» che Dio ha svegliato, portandolo al massimo di intensità, di vibrazione, di tensioni fortissime e tenerissime, desideri purissimi e caldi e vasti, di partecipazione all’intimo di Dio, alla vita della Chiesa e dei fratelli. A leggere la vita, gli scritti Benedetta ci si accorge che pochi come lei hanno «realizzato di avere un’anima», come diceva Newman. E forse il disegno miracoloso sta qui: che fosse ridotta all’impotenza, alla scarnificazione del corpo, appositamente perché apparisse più evidente la potenza, per virtù di Dio, dello spirito. Ma c’è ancora di più. Noi potremmo pensare che una creatura come questa, quasi assorbita da Dio, con un corpo quasi inesistente, incapace di comunicare con le cose, dovesse essere totalmente assente al mondo delle cose concrete. È l’opposto. E qui sta uno degli aspetti più belli di questa creatura. A mano a mano che la invade, Dio ne raffina i gusti, la fa sensibilissima alle gioie della vita, all’amicizia, alle cose più belle del mondo. La vita è sempre più un miracolo per lei. E non viene primavera, senza che Benedetta, ormai in capace di vedere e di sentire, non l’avverta gioiosamente e non ne goda. E spinge le mani alla ricerca del raggio di sole, posato sul suo letto, per scaldarvi dentro la mano, per goderne, facendo festa delle cose magnifiche che il Signore ha creato.

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