Note personalità

 

Oscar Luigi Scalfaro

Conclusione di una meditazione, tenuta a Dovadola il 28 giugno 1981
Lo «Stabat» di Benedetta
« E sono contenta anche di aver sofferto questi anni, perchè è vero, è nella sofferenza che riusciamo a diventare più forti e saggi» 11 ottobre del ‘63 e morirà il 23 gennaio del ‘64. Ecco che l’ultima pagina del vangelo di Benedetta è: «non la mia volontà, la tua». Il Signore ha parlato tante volte della volontà del Padre e, ci ha insegnato nel Padre nostro, «Sia fatta la tua volontà». Quando è giunto nell’orto degli ulivi «abbiamo iniziato col tedio - non ha detto solo: «si faccia la tua volontà», ma ha dovuto piegare la propria umana natura e dire: «Non la mia volontà, ma la tua», perchè non bastava dire la tua. Ci voleva questo sforzo per dire a noi: «Lo so che costa piegare la natura umana. Lo so, ma io ti do la grazia per piegarla». Ed ecco che si chiude la vita di Benedetta. Giovanni ci viene in aiuto con un verbo riferito a Maria e alle donne: stabant. Maria stabat. Vicino alla croce non ha fatto un passo in più né uno in meno. Stabat come corredentrice. Questo verbo è scritto bene in questa ultima citazione della lettera a Nicoletta: «Nicoletta [...] tu mi hai dato quell’aiuto che io reclamavo per fermarmi qui, nella via crucis del Signore». Lo stabat vuole che si viva tutta l’offerta; che si stia dentro; che non si fugga. Per poter fare questo, occorre tanta umiltà, perché occorre tanto amore. Prima di chiudere, vorrei tornare alle prime pagine del Vangelo e ascoltare in silenzio la voce di Benedetta. La udiremo fresca, chiara - quasi quella della Madonna - dolcissima e sicura. Rivedo il volto di lei, incantevole, di una bellezza eccezionale, raccolta; quei capelli, tirati su, che lasciano libero il collo esile, delicato: un aspetto affascinante. E, allora, mi fermo; sento con emozione che adesso è lei che parla.
«L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore».
Oscar Luigi Scalfaro

Informazioni aggiuntive