[prima
di Natale] 1963
rompo questo lungo silenzio per farvi, anche se un po' in anticipo, gli auguri
di Natale.
Non
meravigliatevi se ve li faccio ora, tanto presto. Volevo dirvi soprattutto che,
nonostante il trascorrere del tempo e le mie burrasche, io vi voglio sempre
tanto bene. Sono sempre lo stesso lì con voi, e vi sono infinitamente grata del
bene che mi avete voluto tutti e tre.
Dice
il Cantico dei Cantici: "L'amore e' piu' forte della morte"; e anche -
dico io - della lontananza. Quando la mamma torna da Dovadola voglio sempre
sapere di voi: non vi ho mica dimenticati, neppure un pochino! Anzi, ora che
abita in me il dolore, tutto in me si ' purificato.
Non
voglio parlare di ricordi. I ricordi rattristano soltanto, e noi, invece,
dobbiamo essere allegri nel Signore; dobbiamo essere sereni per tutto quello che
Dio vuole da noi, per tutto quello che ci toglie e ci dona. Perche' toglie per
dare. Tutto e' grazia, anche il male.
Siate
sereni. Se non ci vedremo su questa terra, non importa. Arrivederci un giorno in
cielo. La' aspettatemi, o io vi aspetto.
Benedetta
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