Sirmione, 22 aprile 1963
Cara Franci,
vorrei tanto
saperti ringraziare della tua lettera, che mi e' giunta proprio quando mi
sembrava di boccheggiare e sentivo la speranza sbiadire per dar posto in me ad
un infinito senso di dolore e di angoscia.
Poi
ho avuto la gioia di poter farmi trasmettere le tue parole, e mi e' sembrato
per un attimo di essere composta di vetro, e che tu, scrivendomi, vedessi dentro
me, nell'anima. Ho sentito che l'aiuto di Dio, tramite tuo, mi veniva
incontro e mi dava una gioia piu' grande di quanto tu possa immaginare. Te ne
sono molto grata.
Nella
tristezza della mia sordita', e nella più buia delle mie solitudini, ho
cercato con la volonta' di essere serena per far fiorire il mio dolore; e
cerco con la volonta' umile di riuscire ad essere come Lui vuole: piccola,
piccola, come mi sento sinceramente quando riesco a vedere la Sua interminabile
grandezza nella notte buia dei miei faticosi giorni.
Così
spengo la tentazione di desiderare il caldo del sole quando piu' grande
nell'intimo la sento, e io Lo chiamo qui accanto a me, come se il mio letto
fosse una piccola grotta, o una deserta cella, e Lui dovesse aiutarmi ad uscire
ed insegnarmi ad assolvere meglio il mio compito, che non e' solo e non deve
essere solo quello di scrutarmi dentro, ma di amare la sofferenza di tutti
quelli che vivono o vengono attorno al mio letto, e mi danno o mi domandano
l'aiuto di una preghiera.
Non
sempre riesco a farlo. Riesco a fare invece anche dei capricci! E’ questa l’alternativa
di sapere con poca generosita’ dare, mentre vorrei riuscire, e vorrei avere
tutta la pazienza che occorre per sapere aspettare, come la natura aspetta e
geme la sorgente della fine e la vittoria del principio. Vorrei, nella mia
stasi, essere buona e remissiva, dolce e serena, e riuscire completamente a
dimenticarmi per ascoltare solo il miracolo della Sua Luce.
Spero
tanto, Franci, di vederti presto. Ricordami alla Giovanna, all'Adriana se la
vedi. Perche' non siete venute tutte al matrimonio di mia sorella?
Ricordati
quando verrai, delle Lettere di S. Teresa. Salutami Maddalena e tutti i fratelli
di "Gioventu' Studentesca".
Benedetta
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