Sirmione,
7 giugno 1963
Caro Lucio,
la tua lettera e' arrivata quando ormai non l'aspettavo piu'; per questo mi ha
recato piu' piacere del solito.
In
questi giorni sono passati di qua a trovarmi Roberto e Paola. E la loro
compagnia mi ha sollevata, perche' qualche volta mi trovo ferma; faccio fatica;
e il tendermi la mano - anche per un attimo - mi rimette in marcia verso il
cielo, la nostra sola e vera patria.
Il
mio buio mi pesa, ma lo preferisco, se questo e' il prezzo per camminare con piu'
luce dentro al cuore. Io so, Lucio, che la bonta' di Dio ci fa espiare sulla
terra, fino a perfezione avvenuta. Poi, liberi, andremo a godere Lui in cielo.
Mi
ha detto Paola che tu hai poco tempo libero. Questa e' una cosa molto bella.
Diceva S.Benedetto: Ora et labora. Nella preghiera, nella sofferenza, nasce in
noi cio' che e' buono e che dovra' poi germogliare. Tutto e' grazia - ricordalo.
Anche
per te prego il Signore, e tu per me ringraziaLo, perche' io possa, col
Suo aiuto, mirare in alto: a Lui.
Ciao,
Lucio, quando puoi scrivi. Il Signore sia con te.
Tua
sorella in Cristo,
Benedetta
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