Sirmione,
1 ottobre 1963
Cara
Suor Domenica,
volevo ringraziarla di essersi ancora ricordata di me, io non L'ho dimenticata
mai e non ho dimenticato neppure le Sorelle, che Lei mi condusse vicino al
letto, compresa Suor Maurizia, compreso Don Luigi, che, a sera, veniva a
portarci la benedizione del Signore.
Tutti
noi, Suor Domenica, non siamo divisi, ma lavoriamo in un telaio uniti perche'
venga il Suo Regno e per ritornare a Lui, per sempre.
Quotidianamente,
quando parlo al Signore, non dimentico neppure la Sua Madre Superiora. perche'
lo Spirito Santo L'assista nel farLe svolgere un lavoro che sia premiato dal
Cielo.
Io
sto bene, benissimo, anche se a fatica trascorro certe ore, perche' il Signore
non si allontana un istante.
Dice
il Profeta Geremia: "Il Signore mi ha sedotta, e io mi sono lasciata
sedurre!". Io, nel mio buio terribile, nel mio silenzio pauroso, attendo la
Sua luce e la dolcezza della Sua parola, perche' Lui verra' per condurmi alla
Sua casa.
"L'abbandono,
questa lunga pazienza, non sara' piu' difficile degli altri passi fin qui fatti,
perche' dentro c'e' Lui che guida!".
ArrivederLa,
Suor Domenica, buon lavoro.
Benedetta
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