Cara
Paola,
il pensiero che mi hai dato nella tua lettera, [non temere, perche' io t'ho
redento e t'ho chiamato a nome: tu sei mio (Is. 43)] mentre la mamma me lo
trasmetteva, la mia emozione era così grande, che mi e' mancato per un attimo
il respiro. Ho avuto la sensazione che il Signore mi parlasse davvero, tramite
tuo, con le Sue frasi dal sapore di vita eterna. Grazie, Paola. Stai certa che
le mie preghiere sono anche per tutti voi e non dimentico Lucio, mai. Ieri erano
qui Roberto e la Maria Grazia.
Roberto
non sta male. A sua insaputa nel suo cuore penetra adagio adagio qualcosa di
nuovo. Mentre mi domandava di scrivergli, io nell’attimo stesso pensavo che la
mia corrispondenza per lui doveva essere piu' frequente. Mi ha parlato poi di
te. Mi ha detto che tu le cose le prendi con troppa serieta'. Sì, Paola. Ma la
tua serieta' sia piena di allegria. Il Signore ama chi soprattutto dona con
gioia: con fatica, ma con gioia. Anche coi tuoi monelli: pazienza, fortezza,
amore. Queste sono le cose che vincono il mondo. Ciao, Paola, vieni presto, se
puoi.
Benedetta
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