Caro Umberto,
mi permetta di dire così. So che e' in ospedale e non sta bene, ed io ho voglia
di mandarLe gli auguri, dispiaciuta solo di non poter fare di piu', perche'
vorrei tanto aiutarLa. Vorrei proprio avere la possibilita' di illuminarLa,
perche' solo così Lei soffrirebbe meno e avrebbe di conseguenza lo spirito in
pace!
Umberto, lasci
che Dio La ritrovi e se La tenga amorevolmente sulle spalle, come dice la
parabola della pecorella smarrita, che il buon Pastore ritrova, lasciando, per
questa, le altre novantanove al pascolo. Il Signore, Umberto, ci e' fedele:
sempre. Non ci lascia in nessun momento, Lui, il piu' fedele degli amici!
Se riguardo il
tempo, anch'io ho passato tanti dolori, agitazioni, e nella lotta cercavo Lui -
Lui solo - da sempre. "Dove andrete? Solo Io ho parole di vita eterna!"
E Lui e' venuto, mi ha consolata, mi ha accarezzata nei momenti di paura e di
dolore piu' forte, proprio quando tutto mi pareva crollato, salute, studio,
sogni, lavoro.
Caro Umberto,
caro Umberto, mi ascolti. Lei sa che il Signore ha detto che c'e' piu' gioia in
cielo per l'anima che si pente, che per novantanove giusti! Si lasci aiutare.
Dice la Bibbia: "Mi troveranno quelli che mi cercano, se mi cercheranno con
tutto il cuore".
Non creda di
essere solo a soffrire, non pensi che la Sua croce sia troppo pesante. Accetti
con semplicita' la parte che Dio le ha dato.
Come vorrei
che Lei, Umberto, trovasse un po' di quella pace, che io posseggo! Non si
affanni, non si domandi: « Dov'e'? ». Non cerchi Dio lontano. Perche' e'
vicino a Lei, che soffre con Lei. E' in Lei, nel Suo cuore! Lo ami, allora,
semplicemente, con umilta'.
L'eroismo e'
non ribellarsi. Accetti con coraggio - tutto. E tutto, per incanto, diverra'
fatalmente semplice e pieno di pace celeste.
Per questo io
Le ho scritto, per questo io prego per Lei. E Lei, al Signore, domandi aiuto
anche per me.
I miei sinceri
auguri, arrivederLa.
Sua sorella Benedetta
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