Sabato 14 settembre 2019 ore 10.30 Cattedrale di Forlì

BEATIFICAZIONE della Venerabile BENEDETTA Bianchi Porro

Solenne concelebrazione presieduta da s.em. card. Angelo Becciu prefetto della congregazione per le cause dei santi.

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La chiesa prescelta per la cerimonia di beatificazione è la Cattedrale di Forlì, dedicata alla croce, e la cerimonia fissata nella giornata di festa dell’esaltazione della croce. Nelle lettere Benedetta parla dell’offerta del suo dolore alla croce di Cristo e al contempo accetta la sua condizione, seguendo l’invito di Gesù  a non fuggire dall’esperienza dolorosa della sua esistenza legata ad un corpo sofferente per la malattia, ma a viverla fino in fondo. Il percorso non è esente dalla fatica di Benedetta nel vivere il dolore causato della sua malattia, ma anche l’offerta di sé stessa a Cristo spiega la sua più totale fiducia di essere tra le braccia amorevoli di Cristo Salvatore.

La seconda lettura nella liturgia della beatificazione è la lettera di San Paolo Apostolo ai Filippesi:

Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre. 

Nel nutrito scritto di San Paolo è ricordato il Servo di Dio, Gesù Cristo, volutamente divenuto simile agli uomini per assumere una condizione umile nell’obbedienza al Padre fino alla morte. Ma dalla questo stato egli salì all’esaltazione donando la Salvezza e la Redenzione al mondo.

Benedetta percorse un cammino di spiritualità di giorno in giorno sempre più intenso, ponendo nella croce la speranza della sua guarigione spirituale, dell’anima che assume in lei la guida del suo pensiero e delle sue più pure intenzioni di assimilarsi a Cristo. Cosi come San Paolo nella lettera ai Romani ricorda che il corpo ha bisogno di essere guidato dallo Spirito per allontanarsi dal peccato (Rom 8, 1-4), Benedetta riconosce nel suo corpo uno strumento che le è causa della prova, che la provoca nella sua fiducia in Dio, ma che la porta a vivere il dolore nella predominanza della guida dello Spirito, vincendo in questo modo da debolezza della malattia che facilmente porta a soccombere anche l’anima.

Quelli che infatti vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale. Ora, la carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace. Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio, perché non si sottomette alla legge di Dio e neanche lo potrebbe. Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. (Rom 8, 5-8).

Questo permette a Benedetta di scegliere la vita fino  all’ultimo respiro. Sempre San Paolo nella lettera ai Romani ricorda che tutti coloro che sono guidato dallo Spirito di Dio sono figli di Dio e suoi eredi insieme a Cristo se prendiamo parte alla sue sofferenze per partecipare alla sua gloria. (Rom 8, 14-17)

Nell’orazione Benedetta è ricordata unita da Dio alla croce gloriosa del Figlio facendo della giovane un segno di speranza per coloro che soffrono, perché ha sperimentato nelle prove della vita la gioia del più profondo amore a Dio.

E nella preghiera dei fedeli la beata Benedetta è invocata come colei che stata fatta germogliare da Dio dalla croce del Cristo suo Figlio, per una vita luminosa, perché dalla stessa croce di Cristo nascano altri frutti di santità per la Chiesa e per il mondo.

 

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