Festa della Beata Benedetta Bianchi Porro

Nella chiesa gremita di Sant’Andrea Apostolo a Dovadola la concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti ha concluso la prima giornata di festa della beata Benedetta Bianchi Porro. In apertura della celebrazione eucaristica il cardinale, Arcivescovo di Perugia e presidente della CEI ha ricordato gli impegni della lunga giornata, iniziata a Roma all’Università Cattolica Sacro Cuore dove ha celebrato la Santa Messa e inaugurato l’anno accademico, poi a Pozzuoli per inaugurare la casa di Accoglienza per carcerate a fine pena e per gli orfani ed infine l’arrivo a Dovadola. «Ci tenevo a concludere a Dovadola questa giornata – ha detto il cardinale Bassetti all’assemblea visibilmente emozionata – I santi sono come le stelle che brillano nel firmamento di Dio e intercedono e ci sostengono nelle nostre fragilità e nel nostro cammino». Durante l’omelia il cardinale ha insistito a spiegare la santità attraverso la vita della giovane Benedetta, sollecitando a portare Cristo agli altri come fece lei con il suo esempio e le sue parole. «Un senso di timore ci pervade – ha detto il cardinale Bassetti – quando dobbiamo parlare di giovani e di santi. Benedetta è una nostra compagna di strada, come don Giulio Facibeni di Galeata, nostro compagno nel seminario di Firenze e che ho conosciuto. La beata Benedetta ci induce a riflettere che la santità non è solo vicinanza a Dio, ma anche la via. La sua esperienza non è una rassegnata accettazione della sofferenza, ma la ricerca di fare qualcosa di grande. La santità non nasce  sugli altari, ma richiede scelte; il Signore vuole il nostro bene anche quando il percorso si fa difficile. Benedetta ebbe un modo diverso di accedere alla santità e lo fece con gli strumenti della Passione. Una croce durissima per una ragazza di venti anni, con una fede che muove le montagne. Questa sua terra natale ha avuto la grazia di vederla e di avere i suoi primi passi». Nell’omelia il cardinale ha anche salutato il vescovo diocesano Livio Corazza e il vescovo emerito Lino Pizzi che ha conosciuto quando era rettore del Seminario di Modena e a loro ha indirizzato l’applauso dell’assemblea. Poi ha salutato i sacerdoti, alcuni dei quali compagni di studi in Seminario a Firenze, le autorità civili e militari presenti. Il vescovo Corazza ha ringraziato il cardinale Bassetti per la presenza nonostante gli impegni nella giornata «Mi sembrava bello e opportuno chiamare per questa celebrazione il presidente della CEI, perché Benedetta è conosciuta non solo in Italia ed è importante testimoniare la sua attualità».

La celebrazione eucaristica è stata seguita dallo spettacolo “Sentirsi Benedetta” con Gianluigi La Torre al Pianoforte e la voce di Laura Gambarin.

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