Cammino di Benedetta

Cammino sulle orme di Benedetta

 

La visita alla Badia di Sant’Andrea a Dovadola consente la sosta in preghiera di fronte alla tomba della beata Benedetta e l’accesso, nell’ex convento a fianco, alla visione della camera da letto di Benedetta nella quale esalò l’ultimo respiro. Dopo la morte della giovane la famiglia volle donare alla chiesa dovadolese la camera di Sirmione. Il percorso prevede anche la visita a due mostre allestite nelle sale adiacenti, la prima incentrata sui luoghi della beata e sul messaggio di fede da lei lasciato; la seconda, ospitata all’edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli nel 2019, incentrata invece sull’attualità del messaggio di Benedetta. È possibile anche acquistare libri sulla beata, accedere ai santini e ai ricordini.

DALL’ALTARE AL…LETTO

L’altare è il fulcro della chiesa. Esso ha un duplice significato: è luogo del sacrificio, in quanto sull’altare venivano sacrificati gli agnelli. E Gesù, l’ultimo e perfetto sacrificio, in quanto Egli è l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Ma nello stesso tempo l’altare rimanda alla “mensa” dell’ultima cena. Nel simbolo dell’altare, Gesù è sacrificio (offre se stesso per la nostra salvezza) e sacerdote (offre al Padre del cielo questa offerta a Lui gradita).

Ecco perché verso l’altare convergono tutti i gesti liturgici, tutte le linee dell’architettura di una chiesa, perchè è il centro verso cui tutto si “innalza”. È il cuore pulsante della chiesa, perché Gesù stesso è l’altare, perché il sacrificio della Croce si prolunga sull’altare. Ecco perché l’altare si bacia, si incensa, si venera, si impreziosisce di tovaglia, fiori…

E questo spiega perché non solo tutto converge all’altare, ma tutto si realizza attorno all’altare, dove la Comunità si raduna pur di divenire una cosa sola con Cristo.

È importante questa premessa, perché allora diventa più facile comprendere la vita della beata Benedetta Bianchi Porro. Perché lei ha scoperto che la sua vita, sacrificata sul “calvario di un letto”, non è inutile; che la Croce che le è stato chiesto di farsi carico, non è follia:  “Nel mio Calvario non sono disperata. Io so, che in fondo alla via, Gesù mi aspetta. Prima nella poltrona, ora nel letto che è la mia dimora, ho trovato una sapienza più grande di quella degli uomini. Ho trovato che Dio esiste, ed è Amore, Fedeltà…”.

Scrive don Elios Mori a Benedetta: “ Non sentirti mai inutile e sola. La tua poltrona e il tuo letto possono diventare un altare. Tu non ti vai consumando, ti vai trasformando come un’ostia sull’altare.”

Scrive a Francesca: “Io Lo chiamo, quì accanto a me, come se il mio letto fosse una piccola Grotta, o una deserta cella, e Lui dovesse aiutarmi ad uscire ed a insegnarmi ad assolvere meglio il mio compito che non è solo, non deve essere solo, quello di scrutarmi dentro ma di amare la sofferenza di tutti quelli che vivono o vengono attorno al mio letto e mi danno o mi domandano l’aiuto di una preghiera”. E a Nicoletta: “Quì nel mio letto sento tutta la tenerezza della primavera scaturita. E a Dio offro tutti i fiori del mondo che sono sotto il Suo sole, sbocciati”.

A Maria Grazia: “Nel mio letto, vi seguo tutti, io così inoperosa, e vi tengo vicino al cuore, sotto le mie coltri. Mentre voi camminate col tempo”.

Parlando con i familiari ed amici, alla fine il “letto” di Benedetta è stato un autentico altare: verso quel “letto” tutto confluiva ormai in quella casa; era il cuore pulsante della casa. Tutti confluivano attorno a quell’ “altare” dove Benedetta, unita al sacrificio di Gesù, offriva il sacrificio della sua vita, e quanti andavano a trovarla, tornavano a casa sentendosi maggiormente “una cosa sola in Cristo”, perché Benedetta in quel letto mostrava la croce così com’è.

Visitata la chiesa che custodisce le spoglie mortali della beata Benedetta, invitiamo a visitare la sua “camera”, al centro del quale si trova il  “letto-altare” nel quale Benedetta ha consumato e trasformato la sua vita nell’amore e dal quale ha offerto preghiere e suppliche per quanti a lei si affidavano.

Ma non basta. Questo pellegrinaggio dall’altare al letto, deve poi portare alla nostra vita quotidiana, perché tutto può trasformarsi in amore offerto, se in tutto si coglie che agisce Dio. E per chi crede, tutto è segno.

Materiali scaricabili:
Depliant con piantina
Eventi culturali per Benedetta
Piantina Dovadola Parcheggi

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